Io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male
[…]
scegli dunque la vita,
perché viva tu
e la tua discendenza
Dt 30, 15.19
1. L’Alba del Nibbana
Era per non scrivere che avevo ripetuto per l’ennesima volta “L’Alba del Nirvana” (Tempio dell’Eden, Val di Mello) non per la linea originale, ma per la variante a dx del chiave, già descritta da altri ripetitori.
Erano con me Silvia e Lorenzo, in preparazione ad ArrampicAnde.
Vola, vola, vola vola, vola l’ape Maia gialla e nera nera e gialla, tanto gaia Finché il ragno tesse la sua tela mentre il vento la sua trama svela
K. Svizzero L’Ape Maia
Primo – Psychedelic Tales
Spiderman, Ruggero e l’Ape Maia…
No, non è l’inizio di una delle mie storie psichedeliche.
Erano le tre vie papabili per domenica, in vista dell’inizio dell’allenamento di fondo per Arrampicande.
A fix, come vuole Eva, non troppo lunghe e al caldo.
Unico inconveniente il probabile traffico al rientro.
Alla fine è stata diade “Ruggero e l’Ape Maia“.
Però una storia psichedelica potrebbe anche starci, eh?
E, allora, di nuovo, il nostro personero impazzì. Prese a ridere piano piano, poi più forte e più forte ancora. Di colpo si butto il poncho sulla schiena che tremolava alle sue sghignazzate. E dinanzi allo spavento di Wiszozorro iniziò il suo ballo.
“Wifala, Wifala“, gridò.
Il fumo della danza lo avvolse. Non lo si vedeva più. Il suo poncho era un turbine di colori vorticanti. Senza cessar di danzare, scese lungo il pendio. Come una torcia passò bruciacchiando gli eucalipti.
[…]
Bruciò la masseria di Polidoro Quinto. Wìfala! Calcinò il gigantesco pisonay del cortile dei Requis. Wìfala! Evaporò l’acqua che scorre per Altomachay. Wìfala! Bruciacchiò la facciata del Municipio.
[…]
Nelle case dove festeggiavamo cominciammo a sudare. […] Il soffocamento divenne intollerabile: ci costrinse a uscire. Allora vedemmo! Tutta la gola stava ardendo! Un serpeggiar di colori avanzava incendiando il mondo!
Manuel Scorza, Cantare di Agapito Robles, Milano, Mondadori, 1977, pp. 232-233
… e me ne andrò. Ma gli uccelli rimarranno, cantando: e il mio giardino rimarrà, col suo albero verde, col suo pozzo d’acqua.
[…]
Le persone che mi hanno amato moriranno, e ogni anno la mia città si rinnoverà. Ma il mio spirito vagherà sempre nostalgico nello stesso nascosto angolo del mio giardino fiorito.