Falesia del Monte Muffetto – Monte Campione (BS)

Con questo video inizia una serie di recensioni senza riprese di arrampicata. Saranno un po’ meno movimentate. Purtroppo il volo con infortunio a luglio (alla Tampa, mentre scalavo autoassicurato) e la necessità di chiudere con una certa rapidità la guida mi hanno costretto a girare le falesie in serie, magari da solo.
Qui sono ancora con Stefano.
Ma per i prossimi quattro video non sarà così.
La falesia del Monte Muffetto è un piccolo sito di arrampicata chiodato da Roby Parolari sulla cresta sud-ovest della montagna in questione. Vi si trovano molte vie facili e ben protette su trachite, una roccia che, nel nord Italia, si trova solo ai Colli Euganei oltre che qui.
Il posto è solitario e tranquillo. E merita una visita per la bellezza dell’ambiente e le caratteristiche “alpinistiche” dello stile di arrampicata richiesto per salirne gli itinerari.
No top climber: le vie sono nella media di grado moderato.

Papiro – Valle delle Cartiere – Toscolano (BS)

Avvicinamento complicato per questa bella e poco frequentata falesia sulla dx orografica della Valle delle Cartiere.
Io ci avevo già arrampicato un paio di volte, la prima, se ricordo bene, il giorno precedente un lungo viaggio in Marmolada per ripetere Tempi Moderni e la seconda dieci anni dopo, con Giovanni, mentre Ralf, sul versante opposto della valle, sullo spigolo del monte Castello, conduceva una cordata di allievi dell’Ugolini sotto la pioggia.
Mi ricordo una prua strapiombante con itinerari sostenuti a dividere una sezione a diedri fisici a sx e una placca di roccia non compattissima a dx.
Ora arrivarci risulta complicato, a meno non di dotarsi di un podèt per sramare un albero caduto che rende difficoltoso rimontare sul pianoro alla base della parete. E, in ogni caso, va prestata molta attenzione alla frana attiva proprio sulla linea di fisse prima della falesia.
Quindi, anche se più di qualcuno mi ha detto di esserci stato di recente, sconsiglierei il posto, almeno finché il canale di frana resta attivo.
Comunque fate vobis…

Il Corniolo – Monte Campione – Val Camonica (BS)

È la prima falesia di media montagna che si trova sul territorio di Monte Campione, salendo da Pisogne.
Il paesaggio è incantevole, bello in ogni stagione.
La roccia, scagliosa, un po’ meno.
Tuttavia le molte protezioni presenti garantiscono un’arrampicata divertente in un ambiente incredibile, purché non si tirino troppo lamette e zanche, specie quelle resinate.
In stagione funghi ovunque, alcuni velenosi (e psichedelici), altri ottimi.
Il comprensorio soffre purtroppo di abbandono.

Sette Samurai – Fascia Mediana – Maddalena (BS)

Esigente falesia di recente apertura a opera di Maurizio Lozzi e del gruppo No Paranoid Climbing.
La via più facile è un 6c.
Gli altri 5 itinerari mi risultano da liberare.
La roccia non è impeccabile. Ma la chiodatura ottima e la tranquillità del posto possono attrarre arrampicatori alla ricerca di progetti difficili da liberare.
Molta fauna selvatica, compresa una numerosa colonia di ghiri che gironzolano ovunque per la parete.

Giardino di Dallas – Sanìco – Toscolano (BS)

Torna a nuova vita il Giardino di Dallas, storica e bella falesia nel comune di Toscolano fino a poco tempo fa in abbandono perché su proprietà privata.

Durante il lockdown Ivan Maghella, Saverio Sodero e Rudi Amati, forse anche con l’aiuto di altri, sono evidentemente riusciti ad accordarsi col proprietario per risistemare la falesia, riattrezzare i vecchi tiri presenti e aggiungerne diversi nuovi.

La parete è tra le più belle del bresciano e si presta a essere frequentata soprattutto da arrampicatori con ampio margine almeno sul 7b. Pochi i tiri facili presenti.
L’avvicinamento avviene per l’intricata traccia che porta alla base di Let’s Dance.

Rocca di Manerba – Lago di Garda Ovest (BS)

Avvicinamento labirintico, più per la mia memoria in deterioramento che per l’ottima sentieristica, per questa bella e abbandonata falesia della costiera occidentale gardesana.
Speriamo che qualcuno ci stia mettendo mano.

Due note:

  1. La via nuova che cito nel video è, forse, Chimuffafà, 7a;
  2. Non mi sono calato dall’albero secco sotto il colatoio centrale, ma dalla macchia di arbusti dietro, a circa 3m dal bordo; la doppia dal tronco cadavere è suicida.

Peccato per le condizioni.

Via dei Fons – Cima di Barbignaga – Adamello Ovest

Breve, ma impegnativo itinerario salito con il Tèutone quest’estate. Mancava solo che arrivassimo a Paspardo e tornassimo a Brescia in bici e avremmo fatto lo Stone dell’Alpinisten.

Da non pensarci neanche per sbaglio…

La via è stata aperta da Federico Canobbio ed Elena Bigi nel 2020 e ha gradi moderati solo in apparenza. Il 5c è VI, il 6a VI+ e il 6b VII- di montagna. La presenza di qualche fix in via non ammorbidisce l’impegno, considerando la distanza tra le protezioni su molti tiri, il piazzamento non sempre elementare delle protezioni e la qualità della roccia.

Mentre salivo, sentivo raccontare da due ragazzi che, vicino a noi, avevano ripetuto La Luna Buna che a loro si erano rotti quattro knob. E, se te ne rompe uno mentre sei 6m sopra l’ultima protezione mentre 10m sotto c’è la cengia di sosta, non è una bella cosa.
La roccia tende a rompersi anche perché é articolata a cannellure verticali e non di rado forma pilastrini che tendono a staccarsi con una certa facilità.
Quindi occhio…

Rel. primi salitori qui: www.adamellothehumantouch.it

Castiglioni-Bramani al Corno Gioià – Tentativo – Falesia Aldo Poli – Val Salarno (BS)

Disavventura alpinistica poco prima del matto Ferragosto 2022: in pianura avevamo 40° alle 10:00; e in montagna una perturbazione proveniente da nord-ovest ricopriva di vetrato le pareti.
Sapendo che quest’anno non avrei avuto molte altre possibilità, ho passato il pomeriggio di venerdì a guardare l’evoluzione della perturbazione ai radar e ho deciso per il tentativo solo dopo aver visto che di notte sulle creste non davano temperature inferiori allo 0°.
Sbagliato, in parte…
Mentre, poco più a sud, Paolo Amadio, Francesco Rossini e Andrea Loda richiodavano Diedro e Nuvole, noi, Massimiliano e io, incontravamo vetrato sulla ganda già a 2400 m ed eravamo costretti al ritiro.
Abbiamo ripiegato sulla falesia Aldo Poli al Cimitero degli Elefanti rifacendoci le dita su alcuni dei numerosi, brevi itinerari chiodati sul posto da Sandro Zizioli, Alberto Franchini e soci.
Bello, eh?
Ma il Corno Gioià è un’altra cosa…
Ho un debito con Massimiliano.

Val Pila – Livigno (SO)

Le spettacolari vallate a sud di Livigno nascondono qua e là salti di buon calcare che possono valere una visita per arrampicatori che – per sbaglio, ovvio – si trovino a visitare quelle magnifiche lande create apposta per sciatoren, ciclisten, triathleten, runneren und e-bikeren, ma non per klimberen.

Magari un’oretta di avvicinamento e solo 12 vie tra il 4c e il 7a possono scoraggiare chi è abituato ad avvicinamenti mignon e itinerari più difficili di 7b.
Ma il posto merita.

Per una volta metto il link alla descrizione (aggiornata, 2022) della falesia: www.paolo-sonja.net

Dry Tooling in falesia? Nooo…


Stefano Leuz mi scrive che qualcuno ha provato le picche a Coffee Shop e Biblioteca.
È un vecchio problema su cui si è discusso e litigato molto.
Comunque adesso non mancano le pareti dedicate al dry: Giardino Segreto, Tampa, Bus del Quai, Alta Valle d’Inzino. Anche gli amanti di picche e ramponi hanno di che sbizzarrirsi. E su ogni inclinazione.
Per questo è meglio evitare il dry tooling in falesia, specie su pareti storiche o recenti e chiodate per la libera. Picche e ramponi scavano le prese e ne tagliano i bordi.

PS – Monia Gaibotti mi segnala di aver compilato un repertorio di falesie dedicate al dry consultabile su FB a questo link: https://m.facebook.com/groups/489385181118747/permalink/1749566571767262/

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