Falesia del Fopel – Livigno (SO)

Ne ho trovata notizia sul forum di Planetmountain.
È a 2 m dallo stradone su cui si allenano ciclisti e triatleti, ma in un canale che scarica durante le alluvioni e si ghiaccia d’inverno.
Quindi la roccia, un calcare a strati, è molto rotta. E le chiodature nella nicchia hanno l’aria di disintegrarsi solo a guardarle.
I pendii di fronte e in alto sono cosparsi di paretine. Sarebbe interessante sapere se c’è qualcosa.
Ma mi sa che in zona l’interesse maggiore è per le attività di endurance.

Li Crapena – Trepalle – Livigno (SO)

Le ormai lontane esplorazioni di quest’estate…
Durante le mie vacanze in zona, mentre Eva faceva km e km su e giù per le perfette strade livignasche circondata da uno dei panorami montani più fantastici delle Alpi, io mi dedicavo all’esplorazione delle rarissime falesie del posto.
Ne ho contate e trovate tre.
Li Crapena è la prima.
Niente di eccezionale: una quindicina di vie facili su solido calcare d’alta quota, chiodato lunghetto per chi è al limite sul grado.
Però si stava al fresco.
E questa era una gran cosa…

Camerate – Toscolano (BS)

Bella falesia con avvicinamento reso complicato dalla frana che, nel 2020, ha isolato le Camerate da Toscolano.
Ora ci si porta sul posto o da Gaino per ferrata (20′ circa) o da Navazzo per strada sterrata riservata a mezzi ruspanti.
Leggevo su FB che a settembre Guido Bonvicini ha fatto manutenzione alla parete ripulendola dalla vegetazione e togliendo le rocce smosse.
Così anche i climber più pigri avranno un motivo in più per aggiungere qualche minuto alla lunghezza dei propri avvicinamenti standard e mettersi alla prova sulle fessure della falesia.

Valverde – Villanuova sul Clisi (BS)

Nei pressi di Bondone, nel bosco, c’è una falesia recente di fatto abbandonata, forse per le emissioni di gas radon nella nicchia in cui è scavato l’accesso all’acquedotto di Villanuova.
Peccato…
Anche se di modeste dimensioni, ha bella roccia, molto simile a quella del Renico.

Santuario Alta – Paitone (BS)

Quattro tiri su un muro di cava, chiodati a fix inox su linee a detta di amici molto tirate.
Questa è Paitone Alta.
Forse non è il caso di venirci da fuori provincia. Tuttavia, considerata l’esposizione NO, può risultare interessante nelle calde giornate estive come alternativa a falesie di più antica data.

Falesia di Peonis – Trasaghis (UD)

Video con riprese di un bel po’ di tempo fa (maggio 2022) a una falesia sconosciuta sui primi contrafforti delle Alpi Carniche.

Non ho nessuna intenzione di compilare anche la guida di quell’area, eh? Mi basta Brescia.
Volevo solo tenermi in allenamento…

Non divulgo l’avvicinamento per rispettare la volontà di Scai di tenere il posto riservato.

Via Resilienza – San Vigilio (BG)

Via impegnativa aperta da Federico Canobbio e Luca Stocchetti sull’evidente pilastro sotto loc. Camorelli nei pressi di San Vigilio, in bassa Valle Camonica, tra il 2017 e il 2019.
4 tiri di roccia da ottima ad accettabile, poi ravanage tosto, per amanti del genere.
Rel. primi salitori qui: www.facebook.com/federico.canobbio

Falesia del Dragone – Nave (BS)

Tra i frutti più recenti dell’attività di ricerca di nuovi spot di arrampicata nel Bresciano, la falesia va a coprire un vuoto sulle mappe che molti climber, vecchi e giovani, hanno più volte immaginato di colmare: la bastionata ovest del Monte Dragone, sopra Nave.
Contrariamente a quello che dico nel video, i 10 itinerari dal 6b al 7b/NL presenti sulla parete sono ora frequentabili.
Un angolo selvaggio e suggestivo a due passi dalla città per arrampicatori con esperienza su terreno d’avventura.

Maggiori info sulla pagina FB della falesia, a cura dei chiodatori: www.facebook.com

Eno – Val Degagna – Vobarno (BS)

Video girato a fine aprile,.
A dimostrarlo il canto dei cucù che, ogni tanto, si sentono a sottofondo.
Quindi il contenuto di cui al min 0,25′ è associato in modo del tutto casuale alle recenti vicende elettorali.
Il fatto è che ho una coda di editing lunga come la fame e pubblico adesso recensioni di cui ho effettuato le riprese 5 mesi fa.

La falesietta di Eno, roccia buona, chiodatura ottima, ambiente tranquillo, reso ancor più rilassante dalla colonna sonora del canto di cuculi e grilli e una storia che affonda in tempi remoti, merita un giro.
Poche le vie davvero facili.
Ma poche anche le vie davvero difficili.
L’ideale per una scampagnata nelle mezze stagioni o nelle assolate giornate invernali.

Caionvico (BS) – Frana tra Dama e Demoni?

Nei giorni scorsi Gianluca mi diceva di aver notato che il pendio sotto la Dama era diverso dal solito, ma senza aver capito dove stesse il problema.
Sabato siamo saliti con Stefano. E in effetti abbiamo constatato che dal canale tra le vie di sx e le vie di dx si è staccato un blocco che, seguendo un vecchio solco di scarico, è sceso fino alla base dei Demoni.
La linea non sembra attiva in modo continuo: non ci sono conoidi (grandi accumuli di detriti) alla base. Però è probabile che raccolga grandi quantità d’acqua e scarichi in giorni di forti piogge, come è avvenuto sabato.
In sintesi, base della Dama e base dei Demoni non sono i posti migliori dove stare in caso di violenti temporali.

Qui sotto la linea evidenziata:

E qui un frame ripreso dal mio ultimo video sui Demoni nel quale si nota, alla base della paretina, ancora in piedi un albero che ora appare stroncato:

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