La Selvaggia Reloaded

Mentre cadevo pesantemente sul fondo della trincea
ebbi la certezza di essere definitivamente perduto.
Eppure, cosa strana, quel momento
è stato uno dei rarissimi nei quali possa dire
di essere stato veramente felice.
Compresi in quell’attimo,
come alla luce di un lampo,
tutta la mia vita nella sua più intima essenza.
Provai una certa sorpresa per il fatto che
essa dovesse finire proprio in quel punto;
ma quella sorpresa, devo dire, era piena di felicità.
Sentii, piano piano, i colpi indebolirsi
come se stessi affondando sotto la superficie di un’acqua scrosciante.
Dove ora mi trovavo, non v’erano più guerra, né nemici.

E. Junger, Nelle Tempeste d’Acciaio,
Guanda, Parma, 1998, p. 320

 

1. Ritorno tra gli alleati

Sono già stato qui, molto tempo fa, per salire “Il Luogo degli Esseri Brutti”, di Grill e soci.
A dire il vero la via parte qualche decina di m più a dx.
Ma la cupezza della parete soprastante, gli strapiombi friabili a blocchi, le pietre che cadono così, senza motivo, sono gli stessi. Leggi tutto “La Selvaggia Reloaded”

TanaLiberaTutti

Show me the dirt pile
And I will pray
that the soul can take
Three stowaways
Vanish with no guile

And I will not pay
But the soul can wait
The soul can wait

It’s still pretty
What with all these weeks
We’ll be fine
We’ll be fine
But if it’s still pretty
What with all these weeks
We’ll be fine, oh

Interpol
Pioneer to the Falls
Our Love to Admire (2017)

 

1. Supercanaleta

Già la prima sera di permanenza in valle l’avevamo vista.
Pietro ci parlava di una fessura nel bel mezzo di una magnifica placca sotto i tetti del Chaupi Huanca Norte. Lui fantasticava che Silvia potesse salirla da prima, piazzando i friend. Sarebbe stato molto bello.
Al calare della notte Ralf e io eravamo saliti sul pendio di fronte e l’avevamo guardata.
Era magnifica: un taglio netto, regolare in mezzo a muri compatti. Leggi tutto “TanaLiberaTutti”

La Fiamma Bianca

Quando l’anima tenta di aprirsi una via d’uscita dall’oscurità, attraverso faticose meditazioni filosofiche, ha luogo allora l’imbiancamento […]. Ci può essere d’aiuto un’immagine di Rabbi ben Jochai riportata da Sholem: la fiamma ascendente è bianca, ma proprio alla sua base, come un piedistallo, vi è una luce blu nera la cui natura è distruttiva. La fiamma blu nera attira le cose e le consuma, mentre il biancore continua a fiammeggiare al di sopra. […] in virtù della sua stessa inerenza alla nigredo – commenta Sholem – la fiamma blu può consumare l’oscurità di cui si nutre. […] Qualcosa di essenziale andrebbe perduto, se l’apparire del bianco non fosse che il risultato di una liberazione dall’oscurità; qualcosa deve incorporare nell’albedo una risonanza, una fedeltà a quel che è accaduto, e trasmettere la sofferenza con un’altra sfumatura: non più come dolore lancinante, come decomposizione o come memoria della depressione, ma come valore.

J. Hillman,
Blu Alchemico e Unio Mentalis, in “La pietà filiale”,
a cura di F. Donfrancesco, Bergamo, Moretti & Vitali, 2008.
Leggi tutto “La Fiamma Bianca”

Crying Lightning

There was no cracks to grasp,
no gaps to claw

[…]

Your past times
Consisted of the strange
And twisted and deranged
And I hate that little game you had called
Crying Lightning

Arctic Monkeys
Crying Lightning – Homburg (2009)

 

1. 20 giorni all’Altro Mondo

Ormai qui i tempi sono frenetici.
Dal mio ritorno dal Perù ho lavorato su 7 – dico 7 – progetti.
Un record…
Specie quando ti insegnano – e io per primo insegno – che per scrivere un buon progetto è necessario tempo per capire, per decantare dati e intuizioni, per lasciare che la parte oscura della mente veda limiti e punti di forza dell’esistente e del cambiamento desiderato.
Che la mente oscura validi il cambiamento desiderato. Leggi tutto “Crying Lightning”

Normale

 

1. Una Normale ben poco normale

Altro aggiornamento telegrafico poco prima della partenza.
Sabato e domenica scampagnata in Albigna per l’ultima salita di messa a punto delle manovre.

Faccio da d-istruttore a Elena e Mirko, sabato alla falesia della Mezzera all’Acquafraggia (gneiss appena viscido per l’umido e gradi parecchio sostenuti) e domenica sulla Normale alla Est dello Spazzacaldera. Leggi tutto “Normale”

C’est la Vie

Telegrafica nota di commento alla parziale ripetizione di C’Est la Vie alla Costiera Nord-Est del Castellaccio, effettuata ieri con GiPi e Mirko in preparazione ad ArrampicAnde. Leggi tutto “C’est la Vie”

Mai gridare al lupo

 

 


o nessuno
ti crede

 

1. Aprire, dolce dormire

“Ma non ti dispiace che nessuno vada a ripetere le vie che hai aperto?”, chiede Gianluca a bruciapelo.

Ci penso un po’…
A dire il vero non so come rispondere. Leggi tutto “Mai gridare al lupo”

Diedromania

 

Tu sei diventato per me
un torrente infido

 

Ger 15,18

***

Aιων παις παιζων πεσσευων
παιδος η βασιληιη

Aion è un fanciullo che gioca
muovendo le tessere di una scacchiera;
di un bambino è il regno

Erakleitos,
Diels-Kranz 22 B 52

***

“Alcuni,” disse il Mullah tra sé un giorno, “sono morti mentre sembrano esser vivi. Altri, invece, sono vivi anche se sembrano essere morti. Come facciamo a capire se un uomo è vivo o morto?”
Ripeté quest’ultima frase così ad alta voce che sua moglie sentì.
Gli disse: “Sciocco! Se mani e piedi sono abbastanza freddi, tu puoi essere sicuro che è morto.”

Dopo non molto tempo Nasrudin stava tagliando legna nella foresta quando si accorse che le sue estremità erano quasi gelate per il freddo.
“La morte,” disse, “sembra che mi colga. I morti non tagliano legna; si sdraiano composti perché non hanno bisogno di movimenti fisici.”
Si sdraiò sotto un albero.

Un branco di lupi, resi più determinati dalle loro sofferenze durante quel rigido inverno, e credendo l’uomo morto, si avventarono sull’asino del Mullah divorandolo.

“Così va la vita!” pensò il Mullah; “Una cosa ne condiziona un’altra. Se solo fossi stato vivo, non vi sareste presi queste libertà col mio asino.”

Le storie del mullah Nasreddin

 

1. La bolla

Questo diedro era ingannevole già visto da sotto: nonostante il VII+/A1 della relazione, sembrava facile.
E adesso che ci sono in mezzo, lo è ancora di più.
Ingannevole, dico.
Le fessure che ne attraversano il lato sinistro alternano la tonalite solida a strati della consistenza del cartone. Quindi bisogna stare attenti con le protezioni: un friend o un nut nel punto sbagliato, un volo… E la fessura si apre. Leggi tutto “Diedromania”

Zen Zero

Io pongo oggi davanti a te
la vita e il bene,
la morte e il male
[…]

scegli dunque la vita,
perché viva tu
e la tua discendenza

Dt 30, 15.19

1. L’Alba del Nibbana

Era per non scrivere che avevo ripetuto per l’ennesima volta “L’Alba del Nirvana” (Tempio dell’Eden, Val di Mello) non per la linea originale, ma per la variante a dx del chiave, già descritta da altri ripetitori.

Erano con me Silvia e Lorenzo, in preparazione ad ArrampicAnde.

Leggi tutto “Zen Zero”

Tony il Telefonista

1. Dubbi

Non è facile capire quali siano davvero i limiti funzionali di una persona che manca di un arto o che non ci vede.

Per uno sportivo nel pieno delle sue facoltà tutto è possibile.

Ma se una gamba non c’è o se per salire devo affidarmi solo a tatto e udito, come me la cavo? Leggi tutto “Tony il Telefonista”