Mamma li turchi

1. Testa o palle?

Siamo in auto, al ritorno.
Gianluca mi chiede: “Testa o palle?”
“Eh?”
“Coraggio o sale in zucca?”
“In via, intendi?”, gli chiedo.
“Sì”
Mi viene spontaneo rispondere: “Testa”.


L1 – Tra frasche e muschi

Ho provato più di qualche volta la spiacevolissima sensazione di essermi spinto troppo oltre in parete e di non sapere più che cosa fare, resistendo per minuti lunghi come ore alla tentazione di lasciarmi andare,consapevole di non poterlo fare.

Finora ho sempre trovato una via d’uscita.
Ma adesso, da vecchio rinco (e con le palle anche un po’ scariche), la cosa non mi va più.
Prima di muovermi, devo sapere dove arriverò e come mi proteggerò.


L3 – Esposizione totale

Forse per questo oggi, nonostante avessi forza e livello, sul duro sono salito a suon di furbo.
E anche così sentivo la paura sfrigolare ovunque attorno a me…

Niente…
Con l’esposizione e la compattezza della parete sui tiri centrali il mio corpo non riusciva a percepire le aree di sicurezza presenti, nonostante i solidi fix disseminati qua e là, e teneva tirato il freno a mano.


Onde di tonalite su L4

E poi mi sentivo fragile, come se avessi le ossa di cristallo.
Se fossi volato, avevo la sensazione che mi sarei spezzato in mille frammenti luccicanti.
E sotto le dita sentivo i funghi di tonalite muoversi.

Forse la domanda giusta era: “Palle o budella?”
Bah…


Staffando su L5

2. Daone abbandonata

Fa una certa impressione leggere il libro delle salite al bar di Placido e constatare che nuove vie e ripetizioni occupano mezzo quaderno dal 2000 al 2014 e a mala pena 8 pagine negli ultimi 4 anni.

Che cosa sta succedendo?
I prodi alpinisten non relazionano più le salite?
L’arrampicata su vie lunghe è passata di moda?


L5 – L’ultimo traverso

Forse è buona l’ultima: salire vie di più tiri su medio-alte difficoltà richiede un allenamento impegnativo, attrezzatura costosa, studio, un lungo apprendistato, viaggi interminabili, sottostare alla costante mannaia dell’aleatorietà delle condizioni meteo, della parete, della reperibilità della linea.

E questo a fronte di esiti incerti e fallimenti probabili, per postare poi, se tutto va bene, una foto su fb e raccattare al massimo qualche like, che fa contento solo Zuccherberg.
I ggiovani stanno di fatto orientandosi sempre di più, quando non al boulder e alla falesia, soggiacenti anch’essi alla casualità dell’arrampicata nature, alla sola plastica: minori perdite di tempo, allenamenti più standardizzabili e validi, linee di salita univoche, siti di arrampicata dotati di tutti i comfort (anca la bira, ciò).


L7 – Bel diedro

Sì, oggi, se uno arrampica su vie lunghe, lo fa o perché proprio gli piace o perché, in fondo, i viaggi sulle desolazioni verticali sempre più abbandonate a sé stesse delle pareti montane sono un’occasione di conoscenza di sé…

Consentono di andare al limitare, e di dare una sbirciata da mondo a ciò che è oltre e da ciò che è oltre al mondo.

***

MAMMA LI TURCHI
Feller, Ondertoller – (VII+/A1 o VIII-/Ao – 240 m ca)

Rel.: www.daoneclimbing.it
Via di notevole interesse, sale un tratto di parete solo sfiorato dalla vicina “Only”. È davvero strano che sia poco ripetuta. Sul libro al bar di Placido ho trovato due sole righe di segnalazione di una possibile ripetizione fantasma che non sono più riuscito a trovare a una seconda (e nemmeno a una terza) lettura.
Ralf e Andrea Borrello hanno ripetuto L5 e forse un altro tiro durante una divagazione tra più vie bagnate, quest’anno o l’anno scorso.
Consigliabile.
Purtroppo i fix zincati sui tratti percorsi da colate (quindi su più di metà via) sono ossidati.
Utili BD 0.3, 0.4 e 0.5 per gli ultimi 2 tiri.
Io sono salito col furbo per evitare a Gianluca di dovermi aspettare troppo in sosta.
Anche con l'”aiuto”, il VII+ è obbligato.

L1 – Partenza in comune con “Only”; non fermarsi alla prima sosta che si incontra sotto la fascia di strapiombi (2 fix con kevlar) ; superato il tetto, piegare a sx mirando al margine sx della placconata sospesa; sosta su cengia oltre lo spigolo (45 m – VI+/A1 o VII)
L2 – Dalla sosta rlla rampa a sx e per essa e per la seguente fessura obliqua a sx a un pulpito sotto una compatta placconata; libera fino al traversino finale a sx (30 m – VII+/Ao, VII+ obbl)
L3 – Diritti e in obliquo prima a dx e poi a sx, ancora diritti e a sx alla sosta; tiro molto bello e sostenuto; qui c’è di sicuro un tratto di 6c+ obbl.. Primi 2 fix molto duri; in libera per Gianluca, con riposi, gli ultimi 2/3 di tiro (25 m – VII/A1 con furbo o VIII- e Ao)
L4 – In obliquo a dx e diritti per bella placca a funghi; per la libera è necessario che non ci sia nulla di appeso alla sosta (oltre a chi fa sicura, ovvio); singolo d’ingresso molto secco (25 m – VII/Ao o VII+/Ao)
L5 – Diritti sopra la sosta (tetto), in obliquo a dx e di nuovi diritti, fino a uscire sulla cengia a 2/3 di parete con l’ennesimo traverso a dx; tiro nel complesso molto arrampicabile; Gianluca da secondo in libera con riposi (35 m – VII+ e A1 o VIII-)
L6 – In marcato obliquo verso dx per cengia erbosa fin sotto un evidente diedro (20 m – IV)
L7 – Diritti lungo il diedro uscendone a sx nei pressi di un tetto; in lieve obliquo a sx per fessura erbosa (30 m – VI+)
L8 – A dx per diedrino e ancora a dx fino a poter obliquare a sx con maggiore facilità per placche appoggiate un po’ sporche (40 m – VI/VI+)

Discesa – Come da rel. Prestare attenzione alla prima doppia. Cordone di calata lasciato in aggiunta al cordone presente. Arrivati lì, forse è più comodo e rapido scendere da sopra (e quest’anno avremmo trovato anche vagonate di funghi).

4 risposte a “Mamma li turchi”

  1. In effetti è più facile di L3… Poi, boh… Io ho tirato parecchi fix

  2. Secondo me, visto che l’ho scalato, è più facile del terzo tiro ma è più lungo e comunque continuo.
    Tra parentesi si arriva da 4 tiri impegnativi,molto esposti, che non danno respiro.
    Poi VII+ o VIII- fa poca differenza.
    Tanto di gente che ha voglia di metterci il naso ce n è poca.
    Lo testimoniano le numerose relazioni della via😂😂😂😂.
    Ci tengo a precisare che Sandro è sempre umile e modesto, ma anche se ha usato il furbo alcuni passaggi obbligatori li ha fatti… Come l’uscita non banale del terzo tiro in traverso.
    Inoltre è vero che hai usato il furbo Sandro, ma le tue capacità, anche in artificiale, non sono comuni.
    Penso però che la gente questo lo sappia.
    Ci tenevo a precisarlo.
    Saluti

  3. Artif… antica arte.
    Cmq le protezioni sono buone. Quindi è solo questione di spinta.

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