La Lanterna

Gh’è mia tache,
ché
Ché, ghe n’è mia,
de tache

(c) Tita, Pasticcino

1. Nomi

I soliti dialoghi del ritorno.
Gianluca commenta la bellezza de “La Lanterna” e, trovando il nome insulso, mi chiede quale nome darei io alla via.

Io resto perplesso.
Su itinerari di altri il giochino mi risulta difficile. Leggi tutto “La Lanterna”

Allucinazioni Verticali


L3 – Librandomi in artif.


La vita si vive nell’incertezza,

per quanto ci si sforzi del contrario.
Ogni decisione è condannata a essere arbitraria;
nessuna sarà esente da rischi
e assicurata contro insuccesso e rimpianti tardivi.
Per ogni argomento a favore di una scelta
si trova un argomento contrario non meno pesante.

Z. Bauman
L’arte della vita
Roma-Bari, Laterza, 2010

***

Il vento soffia a mezzogiorno,
poi gira a tramontana;
gira e rigira
e sopra i suoi giri il vento ritorna

Qoelet, 1,6

1. Allucinazioni Verticali

Perché arrampico?

“Perché? Non so perché…”, mi verrebbe da dire, chiosando Raz Degan.
Forse perché, come scrive Harrer in una frase riportata sopra l’ingresso in palestra al Rock, quando arrampico tutto torna semplice. Leggi tutto “Allucinazioni Verticali”

Mamma li turchi

1. Testa o palle?

Siamo in auto, al ritorno.
Gianluca mi chiede: “Testa o palle?”
“Eh?”
“Coraggio o sale in zucca?”
“In via, intendi?”, gli chiedo.
“Sì”
Mi viene spontaneo rispondere: “Testa”. Leggi tutto “Mamma li turchi”

Nella tana dell’orso

La vita è piacevole.
La morte è pace.
E la transizione a creare problemi

I. Asimov
Destinazione Cervello
Milano, Mondadori, 1988, p. 5

1. Su caos ed entropia nei boschi e in prossimità di tane di plantigradi fake

Per motivi vari – famiglie, meteo – ci è sempre più difficile salire in quota, nonostante a valle le temperature siano tutt’altro che settembrine.
Così cerchiamo qualcosa di arrampicabile in basso.

Gianluca propone la Chiusa di Ceraino, sx idrografica.
Leggi tutto “Nella tana dell’orso”

Il Credo


L5 – Gianluca ci crede…

Tre voi siete,
Tre noi siamo,
Abbi pietà di noi

L. Tolstoj,
I Tre Eremiti
(da un antico racconto russo)

1. Simbolo niceno

In una prima versione della relazione della via avevo letto che a Grill era stato chiesto dal Vescovo della sua città di origine, in Germania, di dichiarare di aderire al Credo cattolico, di fatto rinunciando al suo approccio spirituale che tiene assieme Cristianesimo, Yoga e pensiero steineriano.
Grill non l’aveva presa bene. Leggi tutto “Il Credo”

Graffiti Crags

Abituarsi a qualunque cosa
è
terribile

Maestro zen

cit. in
G. Bateson,
Verso un’ecologia della mente
Adelphi, Milano, 2000, p. 547

1. Falesie in Media Valle

Speravo in un tempo clemente durante le vacanze nel paese padre dei vizi…
Così non è stato.
Pioggia di notte e nel pomeriggio.
Quindi niente vie in alto.

Non mi è restato che girovagare per le belle pareti attrezzate dai Graffiti Climbers in Val Camonica. Leggi tutto “Graffiti Crags”

La Fiamma Bianca

Quando l’anima tenta di aprirsi una via d’uscita dall’oscurità, attraverso faticose meditazioni filosofiche, ha luogo allora l’imbiancamento […]. Ci può essere d’aiuto un’immagine di Rabbi ben Jochai riportata da Sholem: la fiamma ascendente è bianca, ma proprio alla sua base, come un piedistallo, vi è una luce blu nera la cui natura è distruttiva. La fiamma blu nera attira le cose e le consuma, mentre il biancore continua a fiammeggiare al di sopra. […] in virtù della sua stessa inerenza alla nigredo – commenta Sholem – la fiamma blu può consumare l’oscurità di cui si nutre. […] Qualcosa di essenziale andrebbe perduto, se l’apparire del bianco non fosse che il risultato di una liberazione dall’oscurità; qualcosa deve incorporare nell’albedo una risonanza, una fedeltà a quel che è accaduto, e trasmettere la sofferenza con un’altra sfumatura: non più come dolore lancinante, come decomposizione o come memoria della depressione, ma come valore.

J. Hillman,
Blu Alchemico e Unio Mentalis, in “La pietà filiale”,
a cura di F. Donfrancesco, Bergamo, Moretti & Vitali, 2008.
Leggi tutto “La Fiamma Bianca”

Crying Lightning

There was no cracks to grasp,
no gaps to claw

[…]

Your past times
Consisted of the strange
And twisted and deranged
And I hate that little game you had called
Crying Lightning

Arctic Monkeys
Crying Lightning – Homburg (2009)

 

1. 20 giorni all’Altro Mondo

Ormai qui i tempi sono frenetici.
Dal mio ritorno dal Perù ho lavorato su 7 – dico 7 – progetti.
Un record…
Specie quando ti insegnano – e io per primo insegno – che per scrivere un buon progetto è necessario tempo per capire, per decantare dati e intuizioni, per lasciare che la parte oscura della mente veda limiti e punti di forza dell’esistente e del cambiamento desiderato.
Che la mente oscura validi il cambiamento desiderato. Leggi tutto “Crying Lightning”

Il Gigante

Seffi

 

Quanto può dirsi,
si può dire chiaro;
e su ciò di cui non si può parlare,
si deve tacere

 

Ludwig Wittgenstein,
Tractatus logico-philosophicus, 7

 

Le stelle che in alto si vedono la notte,
di giorno vanno da altre parti.
Non si possono trasgredire le leggi di Varuṇa,
la luna si muove ogni notte
vedendo ovunque.

 

Ṛgveda, I, 24-10

 

1. Varuna

Corroso dalla tracotanza del sapere, il giovane Bhrgu, figlio del dio sovrano Varuna, venne mandato dal padre per il mondo […] per vedere ciò che il sapere da solo non rivelava. Si trattava di scoprire come il mondo stesso è fatto. Una visione la cui mancanza rende vano ogni sapere. Leggi tutto “Il Gigante”

Diedromania

 

Tu sei diventato per me
un torrente infido

 

Ger 15,18

***

Aιων παις παιζων πεσσευων
παιδος η βασιληιη

Aion è un fanciullo che gioca
muovendo le tessere di una scacchiera;
di un bambino è il regno

Erakleitos,
Diels-Kranz 22 B 52

***

“Alcuni,” disse il Mullah tra sé un giorno, “sono morti mentre sembrano esser vivi. Altri, invece, sono vivi anche se sembrano essere morti. Come facciamo a capire se un uomo è vivo o morto?”
Ripeté quest’ultima frase così ad alta voce che sua moglie sentì.
Gli disse: “Sciocco! Se mani e piedi sono abbastanza freddi, tu puoi essere sicuro che è morto.”

Dopo non molto tempo Nasrudin stava tagliando legna nella foresta quando si accorse che le sue estremità erano quasi gelate per il freddo.
“La morte,” disse, “sembra che mi colga. I morti non tagliano legna; si sdraiano composti perché non hanno bisogno di movimenti fisici.”
Si sdraiò sotto un albero.

Un branco di lupi, resi più determinati dalle loro sofferenze durante quel rigido inverno, e credendo l’uomo morto, si avventarono sull’asino del Mullah divorandolo.

“Così va la vita!” pensò il Mullah; “Una cosa ne condiziona un’altra. Se solo fossi stato vivo, non vi sareste presi queste libertà col mio asino.”

Le storie del mullah Nasreddin

 

1. La bolla

Questo diedro era ingannevole già visto da sotto: nonostante il VII+/A1 della relazione, sembrava facile.
E adesso che ci sono in mezzo, lo è ancora di più.
Ingannevole, dico.
Le fessure che ne attraversano il lato sinistro alternano la tonalite solida a strati della consistenza del cartone. Quindi bisogna stare attenti con le protezioni: un friend o un nut nel punto sbagliato, un volo… E la fessura si apre. Leggi tutto “Diedromania”